Come identificare un buon design in 6 step

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Per identificare un buon design spesso ci si pone la domanda: “la bellezza e l’efficacia di un progetto di design è soggettiva oppure no?”

Le persone tendono a mescolare design e arte nello stesso secchio e le proprietà di una a volte si sovrappongono in quelle dell’altra quando si crea e quando si “giudica”.

Ecco perché bisogna stare molto attenti e marcare subito due distinzioni.

L’arte è soggettiva, è come un gioco in cui non ci sono quasi regole. Il design è diverso e il fatto che qualcuno possa mettere insieme una lista di principi dovrebbe già indicare che esistono alcune regole.

Se dunque ci sono delle regole, allora possiamo dire che queste regole vanno seguite e che dunque il design non è soggettivo.

Tuttavia, ad essere pienamente onesti, non si può davvero dire che il design sia al 100% oggettivo, perché ci sono sempre impressioni e regole non scritte definite dalla cultura e dall’esperienza d ognuno di noi.

Certo è che nella progettazione grafica non si può andare a ruota libera perché subentrano discipline come la geometria e la psicologia che giocano un ruolo analitico preciso e non opinabile.

Ecco 6 step da seguire con facilità per distinguere un buon design da un progetto tecnicamente scadente.

#1 Il design è efficace?

La necessità del design è solitamente guidata da un problema che deve essere risolto. Potrebbe essere un sito web che deve essere reso più facile da usare, un prodotto che deve raggiungere e attirare un certo pubblico o una nuova attività che ha bisogno di un logo, il problema può riguardare molteplici situazioni ed esigenze.

Questo è il primo punto di controllo per diagnosticare se un progetto è buono o meno. Se non risolve il problema, non è necessario andare oltre, non è sicuramente un buon progetto. Non importa quanto sia bello se non raggiunge nemmeno lo scopo principale della sua esistenza.

#2 Il tono usato è quello giusto?

Per essere in grado di stabilire se il tono utilizzato nella comunicazione del progetto in questione sia appropriato o meno, prima bisogna distinguere due cose, il brand e il pubblico.

IL BRAND
Il termine “marchio” o “brand” è solitamente associato alle attività commerciali, ma non è limitato a loro, molte cose possono avere un marchio, anche un persona fisica. Il tuo marchio è la percezione che le persone hanno di te, lo stesso vale per le aziende.

Un buon design aiuta un’azienda a prendere il controllo del proprio brand e plasmare l’opinione del pubblico in modo che corrisponda al modo in cui vuole essere percepito.

IL PUBBLICO
Una società di solito ha un pubblico di destinazione e potrebbe variare da qualcosa di ampio a una nicchia molto piccola. Se già conosci il target di pubblico a cui il tuo progetto di design si rivolge, allora la domanda rimanente è “che cosa è appropriato per loro?”

In generale, più ampio è il pubblico, più pulito e convenzionale è il design, ecco perché molte aziende rischiano di perdere parte della loro “anima” man mano che crescono se non pongono sempre maggiore attenzione alla pubblicità. Ciò accade perché alcuni espedienti di progettazione che funzioneranno per piccole nicchie non si attaccheranno ad un pubblico più vasto, quindi la compagnia rischia di “sacrificare” questo per attirare più persone. Dall’altra parte dello spettro, quando il pubblico è più piccolo e molto specifico, ci si affida a piccoli trucchetti per rendere il design attraente, coinvolgente e mirato.

#3 Resiste alla prova del tempo?

Un buon design è sensibile (e molto) al passare del tempo.

Idealmente, si vorrebbe un design che si posizioni al di sopra del tempo, ma questo non è sempre necessario o addirittura consigliato. Dipende molto da ciò che il progetto di design sta cercando di comunicare e dalla durata del messaggio pubblicitario.

Se stai progettando una pagina web per un prodotto che verrà sostituito o aggiornato in due anni, ad esempio, probabilmente ha senso approfittare delle tendenze dell’anno in corso per progettare. Ciò aiuterà il tuo design a sembrare contemporaneo, moderno e pertinente.

Tuttavia, dovresti cercare di rimanere in testa alla curva e vedere dove stanno andando le tendenze. Non c’è niente di peggio che prendere l’onda troppo tardi, questo ti farà solo sembrare lento, come se stessi cercando di recuperare il ritardo piuttosto che essere l’unico a fare tendenza.

D’altra parte, se stiamo parlando di un logo che dovrebbe durare per anni o decenni, allora sì, dovresti assolutamente evitare le mode del design che hanno una breve data di scadenza. Se si osservano le rinomate riprogettazioni del logo come il logo Starbucks, la tendenza è renderle più semplici con il passare del tempo, quindi più semplice è il modo in cui lo si fa, più durerà.

#4 È privo di attrito?

L’attrito è qualunque cosa si frapponga tra l’utente finale e il prodotto / servizio che vogliamo promuovere. Maggiore è l’attrito che aggiungi, più è difficile per l’utente ottenere ciò che vuole dal tuo design.

Fondamentalmente, l’attrito si genera quando il testo risulta difficile da leggere oppure quando un sito web risulta difficile da usare.

Questo potrebbe sembrare un errore ovvio, ma si potrebbe rimanere sorpresi dal numero di volte in cui i progettisti finiscono col sacrificare la leggibilità e l’usabilità per rendere il loro design “migliore”.

È importante misurare la quantità di informazioni che si desidera presentare con molta attenzione.

Evita il sovraccarico di informazioni, che aggiungerà solo attrito al tuo design. Per questo, devi sinceramente capire di cosa ha bisogno il tuo pubblico e, in molti casi, devi persino distillare quelle informazioni e renderle digeribili.

Se il design è ben fatto, diventerà invisibile e le persone troveranno facilmente ciò di cui hanno bisogno. Se non lo è, allora probabilmente stai fissando un cattivo design, perché un buon design è privo di attrito.

#5 È visivamente accattivante?

Torniamo a parlare di soggettività. Questa è la parte in cui la maggior parte delle persone piace concentrarsi ed è anche la fase che genera più discussioni e controversie.

Ciò accade perché a volte può essere soggettivo interfacciarsi con un progetto di design ed è difficile concordare su qualcosa quando tutto ciò che abbiamo sono opinioni.

Tuttavia, c’è un modo per rompere parte di questa soggettività. Hai solo bisogno di imparare i principi che rendono il design visivamente accattivante. Tra questi ci sono elementi coerentemente e frequentemente presenti tra gli esempi di buon design, come i pattern che si susseguono come composizioni ben bilanciate, una tipografia curata e pertinente, allineamenti precisi di tutti gli elementi presenti, combinazioni di colori coinvolgenti e vincenti e molte altre cose che l’esperienza e il guardarsi attorno con occhio critico e curioso possono certamente svelare…

Comunque, un principio da non dimenticare mai è:

#6 3+3=7?

Se il design ha superato i 5 punti di check finora descritti, hai già un ottimo progetto. Ma puoi portarlo ancora al top.

Per scoprire se un design ha più della somma delle sue parti, devi solo guardare da vicino con onestà e razionalità. Sostanzialmente quando un design va oltre una combinazione vincente di tipografia e colori, ale a dire quando c’è un’idea brillante che supporta tutto e lo porta ad un livello completamente nuovo di comunicazione.

In poche parole, un buon design possiede più di quello che l’occhio vede, non si tratta solo di come appare  ma di una combinazione di una serie di decisioni ponderate che vengono prese pensando all’utente finale.

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Autore:

Sono un designer della comunicazione visiva. Lavoro con la comunicazione visuale progettando e realizzando materiale d’immagine per aziende, privati e associazioni; mi muovo dal cartaceo al web, passando per certe forme di espressione che si possono collocare nel mezzo.

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